Dice un proverbio dei tempi andati: “Meglio soli che male accompagnati”.
Io ne so uno più bello assai: “In compagnia lontano vai”.
Dice un proverbio, chissà perché, “Chi fa da sé fa per tre”.
Da questo orecchio io non ci sento: “Chi ha cento amici fa per cento”.
Gianni Rodari “(“Proverbi”
Il concept di “storie al plurale”
Le storie hanno il potere di creare identità, diffondere idee e valori, plasmare l’immaginario culturale di un’intera società. Cosa succederebbe se imparassimo a raccontare “storie al plurale”? Siamo abituati ad ascoltare e raccontare storie in cui eroi solitari combattono nemici e superano prove per ricevere premi e gratificazioni, trionfando sui vinti. Questo diffonde la convinzione che il valore dell’individuo coi suoi successi personali sia la chiave dell’esistenza. Ma la storia si fa esattamente in modo inverso:
“nella stragrande maggioranza dei casi non sono i geni solitari a cambiarla, ma il lavoro di squadra e la condivisione dei percorsi”.
(Michela Murgia, Noi siamo tempesta)
Per quel che ne sappiamo, tutto ciò che di bello accade nel mondo nasce proprio grazie ad una storia di comunità. Quindi… perché non diffondere queste storie? Abbiamo bisogno di imparare a concepire, scoprire, narrare, diffondere sempre più “storie al plurale”. Lo ha ribadito anche il recente Rapporto della Commissione internazionale UNESCO sui futuri dell’educazione:
“la pedagogia dovrebbe essere organizzata intorno ai principi di cooperazione, collaborazione e solidarietà. Dovrebbe stimolare le capacità intellettuali, sociali e morali degli studenti e delle studentesse per lavorare insieme e trasformare il mondo con empatia e compassione”.
(Rapporto UNESCO “Re-immaginare i nostri futuri insieme. Un nuovo contratto sociale per l’educazione” – LEGGI IL REPORT).
La proposta
Si tratta di un lavoro da fare rigorosamente in gruppi di studenti delle Scuole Secondarie di primo grado (può essere una classe o un gruppo di studenti misto, con un adulto di riferimento).
Ogni gruppo partecipante può realizzare un racconto o un video incentrato sulla storia vera di un cambiamento sociale il cui protagonista non sia un singolo individuo ma un gruppo o una comunità. Come trovarla? Guardatevi attorno, esplorate il vostro territorio, discutete in classe, attivate il passaparola e consultate i mezzi di comunicazione locali… Ogni strada è buona per trovare la storia giusta da raccontare: un cambiamento sociale che sia il frutto di un’azione collettiva. Approfondite la storia, intervistate i protagonisti, identificate i bisogni sociali a cui hanno risposto e le energie che hanno messo in campo.
Nell’intenzione educativa di far maturare una maggior consapevolezza delle sfide sociali in cui si è immersi, privilegiate le storie di cui potete fare una conoscenza diretta (persone, luoghi, …). È comunque possibile raccontare storie tratte da ogni epoca storica e contesto culturale, con l’unica raccomandazione che gli studenti possano approfondire adeguatamente la loro conoscenza e trarne i collegamenti con la realtà attuale.
La storia può fare riferimento agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (soprattutto ai punti: 10. Ridurre le Disuguaglianze; 11. Città e Comunità inclusive, sicure e sostenibili; 13. Lotta contro il Cambiamento Climatico; 16. Pace e Giustizia).
Una volta trovata e approfondita la storia, potrete utilizzare la vostra creatività e le vostre competenze per realizzare un racconto scritto o un video per raccontarla…
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Per qualsiasi dubbio o richiesta di informazioni, potete scrivere a info@storiealplurale.it o chiamare il 349 0063946.